C'era una volta, tanto tempo fa, una stanza. Era bella, se era bella! Era amica di tutte le persone buone e tutte le persone buone erano amiche sue. E' anche per questo che le persone buone andavano spesso a trovarla. Nelle notti di primavera la musica e le voci allegre che provenivano da quella piccola stanza si propagavano nelle strade e nelle piazze lontane, rincuorando le tenebre del bosco e richiamando a se tutti quegli animaletti che avevano un qualche sogno da condividere. Già, qualche animaletto recitava delle poesie, qualche altro portava dei bei film, qualche altro suonava le sue canzoni, si rideva, si parlava, si pensava.
Un brutto giorno però la strega cattiva, che abitava lì vicino e che non riusciva a dormire disse : "Mannagg' a cassa tua, meco se duorm u nun ce pigl' u pisci". Senza dare spiegazioni, fedele nei secoli alla sua iraconda e feroce anima, la strega lanciò una maledizione contro la piccola stanza, pietrificandone le porte e oscurandone le finestre. " Te se ucchiudess' u porta e t'accecasseru l'occhiu, maledetta tu ssia!" esclamò. Fu così che nessuno poté più entrare, né uscire. La strega poté dormire beatamente e alla stanza non restò che pensare alle ragnatele che presto l'avrebbero invasa.
Passò molto molto molto tempo, era ora il settimo anno di sua vita e la stanza ormai polverosa, esausta di tutto quel silenzio terribile con un filo di voce sussurrò al di fuori: "amici... amici...".
In tutto il bosco si udì quell' appello che seppure debole e soffocato fece accorrere moltissimi amici che portarono in dono il loro sorriso di sempre e la loro amicizia. Non serviva altro per spalancare in un botto porte e finestre e tornare alla luce!
La maledizione anche se per una sola notte era vinta, di nuovo le voci allegre riempirono l'aria e la musica il cuore. La birra tutto il resto.
La perfida strega perfino si commosse e decise che per quella notte avrebbe lasciato passare, in fondo non c'era nulla da temere, il suo incantesimo non era ancora sciolto...